Italia Adriatica, l’altro lato della bellezza


L’Italia Adriatica, l’altro lato della bellezza


L’Italia Adriatica, appena 200 km dalla costa tirrenica ma sembra un’altro mondo, spiagge lunghissime di sabbia fine, dolci colline e imponenti montagne che degradano sul mare, le lagune che punteggiano di magia le coste da Trieste al Gargano. Un modo diverso di vivere il territorio che si riflette sulla gastronomia. L’Adriatico, porta d’ingresso per l’Oriente, un mare stretto fra Italia e Croazia fino alla Grecia, un mare dominato dai romani prima e da Venezia poi. Centinaia di chilometri punteggiati da luoghi di rara bellezza, luoghi da vivere in modo slow, senza fretta, solo piacere.

Noi vi suggeriamo il meglio della costa adriatica, da nord a sud. Voi… perché non partite per un bel road trip con noi?


Cosa faremo:

  • Visiteremo le più importanti città Adriatiche, da Trieste a Santa Maria di Leuca, Ravenna, Ancona, Pescara, Bari, Lecce
  • Visiteremo le più belle città nell’immediato entroterra, come Padova, Ferrara, San Marino, Jesi, Alberobello, Matera.
  • Visiteremo il Castelli di Gradara e di Castel del Monte
  • Visiteremo la Laguna di Marano, quella di Venezia e di Comacchio
  • Degusteremo i migliori prodotti di tutte le regioni visitate
  • Scopriremo borghi medioevali e piccoli gioielli italiani
  • Percorreremo strade con paesaggi meravigliosi
  • Visiteremo luoghi di interesse storico e religioso di grande bellezza

Giorno 1 – Trieste



La posizione geografica, verso i Balcani, al confine con l’Austria fanno di Trieste una città particolare, dallo spiccato carattere mitteleuropeo, per secoli, luogo di frontiera il cui segno si rivela in eleganti capolavori, storici, artistici e architettonici.

Iniziamo la visita di questa città senza code dalla magnifica piazza dell’Unità d’Italia, da cui si ha una vista magnifica sul molo (Audace) e su tutto il golfo. Bellissima di giorno, ancora di più di notte con i suoi palazzi in stile neoclassico e viennese, il palazzo del Governo, ex palazzo della Luogotenenza austriaca e ora sede della Prefettura, il Palazzo Stratti col suo storico caffè degli Specchi, il Municipio cittadino sovrastato dalla torre campanaria e con la fontana dei Continenti dirimpetto; il bianchissimo palazzo del Lloyd Triestino, ex palazzo Pitteri, oggi sede della Regione.

Vicino c’è  Piazza Verdi, con il Teatro Verdi, gli interni in stile La Fenice di Venezia, gli esterni simili alla Scala di Milano, e percorrendo la Galleria Tergesteo tra caffe e eleganti negozi usciamo in Piazza della Borsa, l’antica Piazza della Dogana perché un tempo le merci passavano tutte da quella che oggi è la Galleria Tergesteo.

Seguendo il litorale, subito dopo il Molo audace ci troveremo all’ingresso dell’Imperdibile il Canal Grande di Trieste. Un canale navigabile molto bello, con molti bei palazzi come il Carciotti, il Museo Schmidl, lo storico Caffe Stella Polarela statua di James Joyce, a lungo ospite della città, l’affascinante Ponte rosso  e infine il Tempio Serbo-Ortodosso di San Spiridione.

Nel pomeriggio possiamo approfittare dei suoi caffè storici, come quelli di via san Nicolò, simboli della passione tutta triestina per il caffè e per questo luoghi d’incontro e di fermenti letterari, dove scrittori e poeti del calibro di James Joyce, Italo Svevo,  Umberto Saba, politici e uomini d’affari, si riunivano per letture e dibattiti. Una città viva oggi come ieri, da vivere di giorno e di notte.


Giorno 2 – Trieste

Giornata dedicata al meraviglioso Castello di Miramare. Situato a pochi km dal centro è la classica cartolina di Trieste e anche della Regione Friuli Venezia, Giulia, nonché uno dei luoghi più frequentati d’Italia. Fatto costruire da Massimiliano d’Asburgo, si affaccia sul mare e dalle finestre delle  22 stanze riccamente decorate con arredi in stile asburgico e opere d’Arte  si può godere di un panorami spettacolare della Riserva Marina e di parte del Parco. Nei 22 ettari del parco si trovano giardini con una enorme varietà di specie botaniche, laghetti affacciati sul mare, e innumerevoli angoli nascosti ma di rara bellezza. Un luogo perfetto per alcune ore di relax.

Nel pomeriggio rientro a Trieste per visitare un altro spettacolo della città, i suoi caffe storici, una vera e propria attrazione turistica, simbolo dell’amore dei triestini per questi luoghi di incontro e di fermenti culturali, dove politici, letterati e persone comuni si incontrano da sempre per discutere e dibattere. Luoghi che hanno fatto e continuano a far vibrare la città di giorno e di notte.


Giorno 3 – Le opzioni a Trieste:

  • Il Carso

Regione  di confine fra la Slovenia e la Croazia, davanti il mare e alle spalle il Carso, un territorio brullo per i venti dell’est che lo spazzano e per la roccia speciale che lo costituisce, il Carso appunto, una roccia molto porosa che crea immense grotte e fenditure nel terreno, a volte li si nota solo quando vi si appoggia il piede.

Questa struttura fa si che il litorale sia una bellissima serie di colline che si tuffano  d’improvviso nel mare con panorami mozzafiato e lasciando solo piccole insenature libere per le spiagge.

Sono molte le grotte visitabili, alcune immense come la Grotta del Gigante che potrebbe contenere la basilica di San Pietro, oppure le vicine grotte di Postumia in Slovenia

  • La via dei vini e litorale triestino

Percorriamo tutto il litorale triestino passando per Duino e il suo Castello dove lasciamo il litorale per addentrarci nell’entroterra sempre lungo il confine con la Slovenia fino a Gorizia. Al centro della città, divisa in due,fra la parte italiana e la parte Slovena(nova Gorica),  sono ancora visibili i resti del muro che divideva i due paesi e i due blocchi politici.

Seguiamo la strada del Collio, un grande anfiteatro collinare che si estende tra i fiumi Isonzo e Judrio, protetta a nord dalle Alpi e ricevendo la brezza di mare la regione si presta particolarmente alla produzione del vino nobile Collio, un vino dop. Ideale per conoscere il Collio e seguire la strada del vino e dei ciliegi, si sale da Brazzano fino al castello di Trussio e le colline terrazzate che lo circondano, si prosegue fino a Dolegna del Collio, il comune più settentrionale della provincia di Gorizia per poj scendere a Giassico, un borgo rurale di origini longobarde che si sviluppa sulle sue case fortificate e che è sede dell’annuale incontro per la Festa dei popoli della Mitteleuropea.  Cormons e i colli di Captiva del Friuli chiudono il percorso con i loro castelli e i meravigliosi  panorami rurali.

  • La meraviglia della  Laguna di Marano

Dove finisce il  Golfo di Trieste iniza la Laguna di Marano, se togliamo i nomi dalla mappa è difficile distinguerla dalla più famosa laguna di Venezia, stessa conformazione,  stessa isola divisa da un canal grande, stessi meravigliosi paesaggi lacustri, stesse città situate ai suoi estremi, Grado e Lignano Sabbiadoro. Siamo nell’Alto Adriatico e a certificare la qualità della destinazione ci sono 30 Bandiere Blu (per la gestione sostenibile delle spiagge e per la qualità delle acque) e la Bandiera Gialla con 5 bike smileottenute solo da 6 Comuni in Italia, a certificare i suoi 40 km di piste ciclabili.

Un piccolo mondo fantastico, immerso nella quiete della natura, che vede l’intrecciarsi di canali e fiumi, percorsi di fede dalle origini lontane, come testimonia il santuario mariano dell’Isola di Barbana, uno dei più frequentati d’Italia. 

Una terra ricca di storia, i cui ritrovamenti archeologici rivelano l’antichissima via romana, ora interamente coperta dall’acqua, che collegava Aquileia al suo scalo di Grado. Una breve gita in barca ci porta a scoprire i casoni, caratteristiche abitazioni dei pescatori con tetto di paglia.

Al rientro ci fermiamo ad Aquileia, città romana considerata la capitale del mosaico romano d’occidente. In una breve passeggiata guidata conosceremo i bellissimi mosaici pavimentali della Basilica di Santa Maria Assunta e visiteremo l’antica metropoli romana.

Prima di lasciare Aquileia faremo una sosta alla fabbrica del cioccolato per un caffe e una degustazione.


Giorno 4 – In viaggio da Trieste a Venezia


Lasciamo Trieste per il nostro giorno di trasferimento slow visitando e conoscendo. Iniziamo da Palmanova, la città fortezza a forma di stella con nove punte. Tre sono le porte d’ingresso alla città, Porta Udine, Porta Aquileia e Porta Cividale, ognuna indica la direzione di arrivo e ognuna porta direttamente nel cuore della città, Piazza Grande. Una piazza enorme perfettamente esagonale, ogni via che parte dalla piazza è segnata dalla statua di uno degli 11 Provveditori più meritevoli che hanno guidato la città e ognuna porta direttamente alle imponenti mura perimetrali che sono una delle attrazioni principali con i 4 percorsi panoramici, uno dei quali da fare in bicicletta.

Lasciamo Palmanova e ritorniamo sul lungomare, dove, dopo la Laguna di Marano in rapida sequenza incontreremo le lagune di Bibione e la Laguna di Caorle, con in canale navigabile Nicesolo, un paradiso per gli amanti delle gite in barca e per le lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta. Tutta questa zona e fino a Venezia fa parte della “Litoranea Veneta”, una “idrovia”, ovvero una via d’acqua, realizzata dalla Serenissima Repubblica di Venezia al suo apogeo.

Grazie ad un sistema di canali artificiali e sfruttando i corsi d’acqua (fiume Sile, Piave, Livenza, Lemene, Tagliamento, Stella e Isonzo) e le lagune (Venezia, Caorle, Marano e Grado) già esistenti, l’idrovia collega la Laguna di Venezia con la foce del fiume Isonzo. Si tratta, quindi, di un meraviglioso percorso, di grande interesse storico e naturalistico, lungo ben 127 chilometri, di cui circa 68,5 sono in Veneto e circa 58,5 in Friuli Venezia Giulia.

A Caorle ci fermiamo per il pranzo e per una passeggiata nel centro della cittadina e per un caffe in riva al mare.

Proseguiamo lungo la litoranea dove spiagge di sabbia bianchissima e lunghissime si susseguono nella grande valle tra i  fiumi Tagliamento e Piave. Ancora pochi km è il volo incessante degli aerei sull’aeroporto Marco Polo ci avvisa che stiamo per entrare a Venezia, la laguna più famosa al mondo.

Arrivo a Venezia, lasciamo il mezzo stradale per imbarcarci in direzione Piazza San Marco, per poi accomodarci nel nostro hotel( o a Mestre se preferite).


Giorno 5 – Venezia

Scarpe e vistiti comodi per una giornata all’aria aperta, sapore di Laguna da un lato, magie nascoste dall’altro, immersi nella atmosfera unica di una città com molti tentativi di imitazione ma inimitabile. Giornata dedicata alle calli, ai campi, ai ponti e all’unica piazza della citta lagunare per eccellenza, Piazza San Marco. Vi suggeriamo 2/3 ore con una nostra guida esperta che vi permetterà di orientarvi e di scoprire luoghi altrimenti impossibili, il resto tocca a voi e alla vostra ispirazione, a destra o a sinistra alla fine ritornerete sempre a Piazza San Marco o alla Stazione di Santa Lucia.


Giorni 6 e 7 (e 8 se volete) – Le nostre opzioni:



Giorno 8 – In viaggio da Venezia a Ravenna


Partenza da Venezia in Burchiello(o taxi) prima e via stradale poi. Se non abbiamo scelto di visitare Padova durante il soggiorno a Venezia, questo itinerario potrebbe iniziare dalla città dei tre senza, il caffe senza porte, il prato senza erba e il santo senza nome Padova

Se invece preferite proseguire, la prossima meta potrebbe essere Ferrara, la città dei Gonzaga, la prima al mondo ad avere un piano urbanistico, una città che sotto la volontà dei Gonzaga è diventata una delle culle del Rinascimento Europeo e ancora oggi punto di riferimento per l’architettura a misura d’uomo. Ferrara e Comacchio

Arriviamo quindi sulla Antica Strada Romea che in breve ci porta a Ravenna, Capitale dell’Impero Romano d’Oriente e Bizantino.

Sistemazione in hotel e in serata breve passeggiata nel centro storico.


Giorno 9 – Ravenna

Sulle orme della storia, ben 8 monumenti sono Patrimonio Unesco, un territorio imenso che va dalle colline di Brisighella fino alle spiagge di Marina di Ravenna e alle Valli di Comacchio, all’inerno del Parco del Po. Una storia da far invidia alle più grandi capitali del mondo antico, città divisa  tra oriente e occidente, o meglio, città che unisce Oriente e Occidente.

Nella sua storia la città è stata capitale per ben tre volte: capitale dell’Impero Romano d’Occidente (dal 402 al 476), capitale del Regno degli Ostrogoti (dal 493 al 553) e Capitale dell’ Esarcato Bizantino ( dal 558 al 751), particolare circoscrizione dell ‘Impero Bizantino e comprendeva i territori bizantini in Italia.

Visitare Ravenna in una sola giornata non è una cosa facile, ma  la città del Mosaico ci da una mano, con un tracciato che rincorre i suoi monumenti più importanti e ci porta a scoprire le bellezze dell’Arte romana e bizantina che si confondono con la storia di amori e passioni, quelle del Risorgimento italiano, le storie di Giuseppe Garibaldi e di Anita Ribeiro Garibaldi. Una città sorprendente per la quiete della gente che passeggia a piedi o  in bicicletta per il centro, sguarnito di auto, solo arte, solo bellezze.

Pranzo a base di piadine, salumi e squaquerone, un formaggio fresco da condire con erbette, fantastico.

Per la serata consigliata una visita a Marina di Ravenna per una serata sul lungo mare e una cena a base di pesce.


Giorno 10 – Il Formaggio di Fossa di Sagliano e la Repubblica di San Marino

Giornata dedicata ad un territorio ricco di storia, natura e prodotti gastronomici unici. Subito prima di Cesena ci inoltriamo sulla E45, la strada che collega Ravenna a Roma attraversando gli appennini in un viaggio sorprendente.

A Mongelli lasciamo il fiume Savio per inoltrarci nella Valle del Rubicone fino a Sogliano sul Rubicone. Un bel borgo di 3500 persone che si sviluppa attorno alla Piazza Matteotti e alla sua Fontana delle Farfalle.

Quello che rende Sogliano speciale è il formaggio di Fossa, un formaggio che viene fatto maturare in “Fosse” scavate nel terreno e ricoperte accuratamente con paglia, dove il prodotto, protetto in teli di lino viene lasciato, in assenza competa di ossigeno, per 90 giorni. Quello che se ne ricava è unico e inimitabile, una specialità molto apprezzata dagli chef e intenditori di tutto il mondo.

Le origini risalgono all’epoca dei Malatesta, le fosse erano usate per proteggere e nascondere dalle razzie dei briganti e anche dei soldati,  le granaglie nel periodo invernale e il formaggio nel periodo estivo. Le tecniche usate allora sono le stesse usate oggi.

Proseguiremo la nostra giornata con una sosta per il pranzo in un bell’agriturismo fra Sogliano e la nostra prossima meta, la Repubblica di San Marino, la più antica Repubblica del Mondo, una delle più piccole.

Per questo mezza giornata basta per carpirne tutta la bellezza di un promontorio, il Monte Titano, che si affaccia sulla pianura e abbraccia un panorama spettacolare su tutta la riviera romagnola.

Lasciato il nostro mezzo ci incamminiamo lungo le strette stradine della città fino alla Piazza della Libertà con il Palazzo Publico sede del governo. Da qui ci incamminiamo lungo lo spettacolare sentiero delle Streghe per raggiungere le 3 Torri medioevali, simbolo della città. Il percorso dura circa un’ora prima di ritrovarci di nuovo in Piazza della Liberta e avere tempo libero per delle foto, un aperitivo o un pò di shopping.

Nel tardo pomeriggio rientro a Ravenna, costeggiando il lungo mare più visitato d’Europa.


Giorno 11 – In viaggio Ravenna – Castello di Gradara – Ancona


Da Ravenna seguiamo la antica Via Romea/Adriatica fino a Cattolica, ultimo comune dell’Emilia Romagna e poi le dolci colline marchigiane, fra uliveti e vigneti e piccoli borghi, uno scorcio di Adriatico incantevole, che si apre ai sensi con le spiagge di acqua azzurra e panorami mozzafiato.

Appena passata Cattolica il Castello già si staglia poderoso ed elegante sulla rocca davanti al mare. Saliamo pochi chilometri e una volta lasciato il mezzo saliamo pochi minuti a piedi per varcare la porta d’Ingresso del Borgo e cosi iniziare la nostra visita al bellissimo borgo di Gradara chiuso fra le possenti mura del più bel castello italiano il castello del dramma amoroso di Paolo e Francesca cantato da Dante nella Divina Commedia.

A cavallo tra Marche e Romagna, il borgo e il Castello di Gradara sorgono su una collina da cui domina il mare Adriatico da una parte e le vallate dall’altra e per questo fu teatro di infiniti scontri lungo tutto il medioevo ed oltre. Un castello e un borgo incantati che incantano.

All’ingresso incontreremo la nostra guida personale che ci condurrà alla visita completa del borgo e del Castello, dal cortile d’onore della Rocca Demaniale per scoprire amori segreti e tradimenti, per rivivere la storia di Paolo e Francesca, al suggestivo percorso sopra le mura medievali, alle torri e i vicoli, nel borgo medievale, e nei punti panoramici da dove gustarci un panorama splendido.

La visita può essere organizzata anche in giornata, partendo da Ravenna o Bologna.

Tempo libero per il pranzo in uno dei tanti locali del Borgo e nel pomeriggio riprendiamo la strada, una strada scorre facile lungo l’Adriatico che all’improvviso si staglia sulle dolci colline marchigiane, fra uliveti,  vigneti,  piccoli borghi e il promontorio del Conero, un parco naturale, un luogo incantevole che si apre ai sensi con spiagge di acqua cristallina, panorami mozzafiato, percorsi in mezzo alla natura e una gastronomia semplice e saporita.

Pernottamento ad Ancona


Giorno 12 – Ancona


Citta di mare, città di Porto, città di collegamento fra l’Italia e l’altro lato dell’Adriatico, la Croazia, il Montenegro e la Grecia, città multiculturale da sempre, una città dove possiamo gustare l’alba e il tramonto e già questo non è poco, una città aperta, una città che da un senso di libertà di grandezza, di infinito come i suoi panorami, come le navi che salpano verso “altrove” e forse per questo Federico Fellini la citò nel  film “E la nave va”.

Ma Ancona è soprattutto la città sdraiata sul Conero, una meraviglia naturale dai contorni indefiniti, confini che si perdono tra mare e colline, colori che si confondono e si perdono nel lungo e frastagliato litorale nel quale spiccano per bellezza Numana e Sirolo, due piccole perle al centro di un Parco spettacolare.

La mattina sarà dedicata ad una visita guidata della città e il pomeriggio lo dedichiamo al Conero e alle sua meraviglie naturali e gastronomiche.


Giorno 13 – Le colline di Jesi – Il Verdicchio

Salire sulle colline attorno ad Ancona è come fare un respiro profondo, belle, verdi, dolci, punteggiate di vigneti, Castelli  e uliveti, l’orizzonte che si perde oltre le alte montagne dell’appennino, salire e trovarsi a Jesi, una bella città, importante fin dai tempi dei romani per la sua posizione strategica, diventata ancora più importante per essere il luogo natale di Federico II di Svevia, Imperatore “colto” del Sacro Romano Impero e di tante altre cose.

Ma noi siamo interessati anche ai dintorni di Jesi, dove si produce il più famoso vino delle Marche, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, caratteristica peculiare dei vitigni di Verdicchio è che la loro coltivazione è possibile solo nel territorio dei Castelli di Jesi. Solo qui, infatti, la particolare natura del terreno, le favorevoli condizioni climatiche e, soprattutto, la costante ventilazione che impedisce il formarsi di umidità sui grappoli, rende possibile l’ottimale sviluppo dell’uva.

Il Verdicchio è un vino dai grandi profumi e sensazioni. Strutturato, corposo, elegante si presenta di un giallo paglierino con evidenti riflessi verdolini, da cui il nome Verdicchio, che ne evidenziano fragranza, vivacità ed una notevole freschezza. Inizia con decisi profumi di fiori di biancospino e fiori di campo per passare poi ad un fruttato fresco di pesca, mela e lievi ricordi di agrumi. Inconfondibile finale caratterizzato dal retrogusto di mandorla amara. Passeremo la giornata fra Castelli, mirabili quelli di Corinaldo e Rocca Priora, case vinicole, agriturismi e paesaggi spettacolari.

Lasciatevi guidare, sara una giornata indimenticabile.


Giorno 14 – Le nostre opzioni


Giorno 15 – In viaggio – Ancona – Vieste

Lasciamo il Conero e ci approssimiamo al Gargano, altro parco naturale di straordinaria bellezza, all’inizio della Regione Puglia. Percorriamo la adriatica, una strada che costeggia il mare e attraversa luoghi di villeggiatura seguendo il profilo delle più alte vette degli appennini abruzzesi della Maiella e del Gran Sasso d’Italia, mare e montagne, un connubio che regala scorci di rara bellezza, borghi medioevali, spiagge lunghissime di sabbia bianca, un territorio generoso per i buongustai e una infinita offerta di escursioni, gastronomiche, storiche e culturali o di puro relax.

Civitanova, Ferma, Alba Adriatica, Pescara, Lanciano, Vasto, Termoli, sono molti i luoghi dove fermarsi per un aperitivo, uma passeggiata in riva al mare, una escursione nell’entroterra alla ricerca dei sapori antiche degli Abruzzi prima di arrivare ai Laghi di Lesina e Varano, due specchi d’acqua divisi dal Mare da una stretta lingua di terra e paradiso ecologico per gli animali migratori e stanziali.

Percorriamo tutto il litorale del Gargano fino alla sua punta orientale, Vieste, la nostra prossima destinazione.


Giorno 16 – Vieste e il Gargano

Giornata dedicata alla perla del Gargano e i suoi dintorni. Vieste è il paese più ad Est del promontorio, le sue case bianche gettano un riflesso magico sul mare l borgo antico, di origine medioevale ha mantenuto quasi intatti i caratteri originari, con le sue caratteristiche viuzze irregolari, le piazzette/belvedere (aperte alla vista del mare) e le  case a schiera segnate nel prospetto da piccoli ballatoi/balconcocini (mignali) e unite in corrispondenza delle stradine da piccole e caratteristiche arcate.
All’interno delle antiche mura cittadine il tessuto architettonico diventa fittissimo e segnato da un dedalo di viuzze in parte gradinate. I palazzi, le chiese ed i tipi edilizi residenziali minuti appaiono compatti e massicci, quasi a sembrare un’unica costruzione continua nel tempo e nello spazio.

Anche Rodi e Peschici si trovano arroccati su rocce a strapiombo sul mare, i centri storici medioevali presentano la tipica struttura garganica, con tracciati intricati, ripide scalinate, vicoli strettissimi e terrazze sul mare.


Giorno 17 – Le nostre proposte:

  • San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo, nel cuore del Gargano

Attraversiamo tutta la splendida e incontaminata Foresta Umbra, un luogo fatato che sembra uscito direttamente da una favola, il regno della biodiversità, la più grande foresta di latifoglie in Italia con faggi alti oltre 40 metri e una fitta e incontaminata Macchia Mediterranea, dove incontriamo facilmente moltissime specie di animali e spazi attrezzati dove godersi i suoni e i profumi della foresta.

Dopo un’ora e mezza di panorami mozzafiato arriviamo a San Giovanni Rotondo, un paesino che Padre Pio ha reso famoso in tutto il Mondo. Visiteremo i luoghi di Padre Pio nel convento di Santa Maria delle Grazie, il nuovo santuario progettato da Renzo Piano degno di occupare le migliaia di pellegrini che vengono a onorare la memoria di Padre Pio, l’antico convento della Chiesa, che ha ospitato San Camillo de Lellis, la chiesa dove il santo pregava. Nel pomeriggio proseguiamo il nostro tour visitando Monte Sant’angelo, un bellissimo borgo medioevale anch’esso meta di molti pellegrini che vengono a visitare il Santuario di San Michele Arcangelo, un culto antichissimo e dal 2011 Patrimonio dell’Unesco.

In serata rientriamo a Vieste passando dal litorale, passando per Mattinata e Pugno Chiuso, altre due perle del Gargano.

  • Escursione in barca sulle Isole Tremiti

Le Isole Tremiti sono l’unico arcipelago italiano del mare Adriatico e si trovano a circa 12 miglia a largo del Gargano, nel nord della Puglia. “Questo posto favorisce il mio modo visionario di raccontare il mondo e poi aiuta a sognare, soprattutto quando c’è un meraviglioso cielo stellato che puoi vedere uguale solo nel Sahara”. Descriveva così le isole Tremiti Lucio Dalla, il cantautore bolognese che aveva scelto, come seconda casa, l’arcipelago al largo della provincia di Foggia, al confine tra Puglia e Molise. Di incantevole, però, non c’è solo il cielo stellato: definite perle dell’Adriatico, le Tremiti sono una delle mete più ricercate del Mediteranno per la bellezza del paesaggio con le calette rocciose e le scogliere scoscese  e l’indescrivibile trasparenza del mare.

Una leggenda vuole che siano nate da tre sassolini, gettati in acqua dal re greco Diomede di ritorno dalla guerra di Troia, leggenda da cui le isole prendono anche il nome di Diomedee. Che sia vero o no, l’aura mitologica contribuisce a rendere ancor più affascinante questo luogo. Delle cinque isole, solo due sono abitate: San Nicola e San Domino, dove risiedono circa 300 persone. Popolatissimi, invece, i fondali, in cui si trova di tutto: dalle cernie alle murene, dai polpi alle triglie giganti, dalle orate alle ricciole, fino a colonie di gorgonie rosse e gialle. Le isole sono parte del Parco Nazionale del Gargano e dal 1989 sono anche Riserva marina protetta. Ma per la loro posizione sono spesso state rifugio per eremiti e dissidenti: l’imperatore Augusto vi relegò la nipote Giulia, Carlo Magno vi mandò in esilio Paolo Diacono, Ferdinando IV trasformò l’abbazia in una colonia penale, rimasta funzionante fino al 1926 e Mussolini vi mandò al confino i dissidenti politici. In serata rientro a Vieste.


Giorno 18 – In Viaggio da Vieste a Matera

Lasciamo Vieste e ci dirigiamo verso l’entroterra pugliese, passando per Canossa e la Strada dell’Olio Extravergine di oliva prima di salire sul bellissimo altopiano del Parco Nazionale delle Murge, finche all’improvviso appare sulla sommità di un monte uno dei più bei castelli italiani, Castel del Monte.

L’imponente e misterioso Castel  Del Monte ad Andria è un edificio meraviglioso divenuto Patrimonio dell’Unesco. Ancora misteriosi gli usi di questo maniero ottagonale costruito su una altura che domina le valli circostanti fino al mare, un edificio dagli interni indefinibili per gli usi, ma tutti ottagonali come le otto torri che danno al suo profilo un che di mistico.

Pranzo e nel pomeriggio proseguiamo costeggiando il confine fra Puglia e Basilicata fino ad Altamura, e Matera, una delle più antiche e affascinanti città Italiane.

Città Patrimonio dell’Umanità UNESCO e nel 2019 Capitale Europea della Cultura. Matera è una città incredibile totalmente scavata nella roccia in un modo così perfetto e magico che sembra che la natura abbia disegnato quella montagna così com’è.

Sistemazione in hotel e nel tardo pomeriggio passeggiata per le “Pedras de Matera”, la parte più antica della città, un’intera città scavata nel Tufo, il calcare di questa parte dell’Appennino, una città ancora perfettamente conservata, con le sue grotte, le strade, case, musei e aree pubbliche. La parte conservata e la parte più antica (preistorica), formano un insieme armonico e un paesaggio mozzafiato. Girare per Matera è come rivivere in un passato dimenticato.

La cena in uno dei ristoranti della parte antica è una esperienza imperdibile, cosi come il rientro in hotel con la città illuminata.


Giorno 19 – Matera

Secondo giorno a Matera: la mattina, dopo una abbondante colazione partiamo per una lunga magica camminata fra i due rioni principali di Matera, Sasso Barisano e Sasso Caveoso.

Partiamo dal Belvedere di Piazza Vittorio Veneto, nella Cività e poi scendiamo fino a Piazza del Duomo e da li lasciatevi guidare fra piccole piazze, grotte trasformate in biblioteche, bar, ristoranti e fornai e scalinate che si fermano sul nulla offrendo panorami mozzafiato sulla Gravina davanti a noi e le antiche grotte abitative  e il profilo della città alle nostre spalle. Anche perdersi per le vie di Matera ha un senso e una guida locale vi farà apprezzare al massimo la magia di questa attrazione irrazionale ma affascinante, una guida che  poi vi lascerà tutto il tempo per assaporare per conto vostro angoli sconosciuti della città dopo un pranzo a base delle specialità lucane, dalle paste fatte in casa, ai formaggi, carni,  olio extravergine, bruschette e tutto accompagnato dagli ottimi vini locali, il Primitivo e l’Aglianico.

Il Pomeriggio vi lasciamo liberi di spaziare fra i panorami di una città unica.


Giorno 20 – Matera/Alberobello/La Valle dell’Itria

Prima colazione in hotel e partenza per Alberobello, luogo semplicemente  fatato. Passeggiando per i Trulli, sembra di essere trasportati  in un altro secolo, un altro mondo dove il tempo non si misura, si vive. I Trulli sono case rotonde realizzate con cerchi di pietra locale sovrapposti con soffitti a cupola, spesso impreziositi da pinnacoli decorativi, la cui forma è ispirata a simboli, mistici e religiosi. Il nucleo storico di Alberobello è costituito da due Rioni, Monti e Aia Piccola e da qui inizieremo la nostra passeggiata sulle stradine in salita che portano su fino alla Chiesa di Sant’Antonio, posizionata in cima al Rione Monti. Patrimonio dell’Umanità Unesco Alberobello è un borgo completo, c’è il Bar Trullo, il B&B Trullo, il Negozio Trullo, i trulli siamesi e il trullo Sovrano, l’unico a due piani, costruito nel XVII secolo a ora adibito a Museo.

Vi lasceremo del tempo libero per osservare con calma, entrare in qualche trullo e fare un po’ di foto e di shopping e poi proseguiremo costeggiando la spettacolare piana di Fasano e i suoi uliveti secolari per pranzare in una antica masseria nei pressi di Locorotondo, vicino ad Alberobello. Locorotondo è uno dei borghi più belli d’Italia, un vero balcone sulla Murgia dei Trulli, un’abbacinante visione bianca abbarbicata su una collina che domina le valli sottostanti e gli innumerevoli trulli che le punteggiano. Nel tardo pomeriggio, dopo aver assaporato i piatti della ricca cucina pugliese e aver visitato Locorotondo ritorneremo ad Alberobello per vivere l’esperienza di dormire in un B&B trullo.


Giorno 21 – Alberobello – Ostuni – Lecce


Vissuta l’esperienza di dormire e fare colazione in un trullo, lasceremo Alberobello per addentrarci nella Piana degli Ulivi e visitare il parco degli Ulivi Monumentali. Un’area che si affaccia sul mare e che si estende da Fasano (Piana di Fasano), fino a Ostuni e Carovigno, un’area imponente come imponenti sono le piante che fanno bella mostra di se resistendo alle epoche e agli uomini. Risaliremo la collina per visitare una delle perle della Puglia, Ostuni, abbarbicata su tre colli nella Valle dell’Itria e 220 metri di altezza a 8 km da un mare stupendo. La Città Bianca, cosi è soprannominata Ostuni, per il colore delle case, e il suo centro storico è chiamato dai suoi abitanti “La Terra”.

Il borgo è caratterizzato da un groviglio di stradine tortuose e di scale, vicoli, corti e piazzette, circondate da una cinta muraria con le uniche due entrate rimaste integre. All’ora di pranzo ci lasceremo sedurre dai sapori della cucina salentina per poi scivolare di nuovo a valle, verso le masserie dove degusteremo il meraviglioso Olio Extravergine di Oliva Pugliese per poi costeggiare il litorale fino a Lecce dove arriveremo nel tardo pomeriggio, dove ci sistemeremo in hotel prima di dare una prima camminata lungo le ampie strade del centro.


Giorno 22 – Lecce

Il grande fascino di Lecce è legato allo stile decorativo noto come Barocco Leccese che caratterizza palazzi, conventi e chiese disseminati nel labirinto di strade del centro storico. La capricciosa eleganza della pietra leccese racconta ancora oggi di una società in cerca dell’ostentazione della propria ricchezza e la cosa migliore da fare, se si visita Lecce, è passeggiare calmamene, concedendosi il tempo di alzare lo sguardo e osservare gli inaspettati gioielli che ornano le facciate degli edifici, religiosi e non.

L’altra grande peculiarità di Lecce è la luce che regna sovrana a tutte le ore del giorno e disegna i volumi degli edifici, dando corpo e rilievo all’architettura barocca, complice per natura delle risorse luminose. Al mattino la luce intenerisce le linee delle chiese e si insinua dolcemente tra i palazzi, a mezzogiorno abbaglia, senza mai essere violenta, e la sera, al crepuscolo, la luce assorbita durante il giorno dalle pietre delle pareti torna alla città in una veste calma, rilassata. Anche di notte, con la luce artificiale, Lecce ammalia come una sirena.

 Visiteremo alcuni dei monumenti più significativi del Barocco leccese, partendo da Piazza Sant’Oronzo con l’adiacente anfiteatro e il monumento dedicato al santo patrono della città (Sant’Auronzo), seguiremo via Apia, Piazza Duomo, che ospita una delle più belle chiese in Italia e infine la Basilica di Santa Croce, monumento simbolo, ricco di barocco con statue e preziose decorazioni, senza privarci  di tanto in tanto, di un assaggio delle specialità culinarie leccesi.


Giorno 23 – Una giornata nel Salento

Nel Salento il sole vi bacia tutto l’anno. Il fascino dell’arte, l’ottima cucina mediterranea e l’ospitalità sincera vi accolgono in un paesaggio da sogno, dalla costa adriatica  allo Ionio. Qui il Medioevo si colora d’Oriente e antiche filastrocche in “griko” risuonano nella Grecìa Salentina, come a Melpignano, dove antichi ritmi diventano musica contemporanea nella Notte della Taranta. Siete nella penisola verde tra due mari, terra magica in cui misteriosi dolmen e menhir indicano il cammino, nascosti tra gli ulivi e i muretti a secco nelle campagne tra Giurdignano e Minervino di Lecce, dove sorgono antiche masserie oggi trasformate in affascinanti strutture ricettive. Nei borghi si svelano le botteghe artigiane di cartapesta e pietra leccese e sulla tavola stanno tutti i sapori del Salento, da accompagnare con ottimo vino locale: la “tria”, pasta fatta in casa preparata con i ceci, saporite verdure selvatiche e dolci prelibati come il “pasticciotto” dal cuore di crema e lo “spumone”, ottimo gelato artigianale.

Iniziamo la nostra giornata  da  Otranto, una dei Borghi più belli della Puglia, la città più orientale d’Italia, di origine greca, fu romana, poi bizantina e poi aragonese, il suo profilo è dominato dall’imponente Castello e dalla bellissima Cattedrale con pavimenti a mosaico. La zona dei Bastioni è molto bella, torri di difesa costruite nel XVI secolo da Carlo V per difendere il territorio dagli attacchi saraceni. Continueremo il tour passando per Castro Marina, l’antico Castrum Minervae, il porto dove Enea arrivò in fuga da Troia, Specchia, un altro dei borghi più  antichi e più belli d’Italia, e poi Santa Maria di Leuca, la più meridionale delle terre salentine, “Finibus Terrae” per i romani, Leukos per i greci( bianco),  Santa Maria invece trae origine secondo la tradizione dallo sbarco di S. Pietro dalla Palestina: da numerose testimonianze è emerso che proprio qui abbia incominciato il suo processo di evangelizzazione, dedicando  alla Vergine la citta. Passati doppiato il capo  dove l’Adriatico incontra lo Ionio, arriviamo a Gallipoli la Perla di questo mare, per le sue spiagge di sabbia bianca e l’architettura barocco e rinascimentale, tra vicoli e torri che collegano la città vecchia con il moderno attraverso ponti in legno.

Durante il tour avremo  il tempo di pranzare in splendidi agriturismi e  assaggiare i  prodotti tipici regionali , Olio Extra Vergine di Oliva, pasta fatta in casa, mento fresco, pomodori, pane di mais, vini e dolci


Giorno 24 – Lecce e il suo litorale

Il Litorale salentino è uno dei più belli d’Italia, ricco di insenature, scogliere, spiagge arenose, acque sempre cristalline, bellissime masserie e una natura incontrastata. Da San Cataldo a Otranto sono 50 chilometri di pura bellezza,  alcune aree naturali incantevoli come quella dei due Laghi Alimini, la spiaggia  Baia dei Turchi, le mille insenature rocciose paradiso per i bagnanti e per i sub, come La Torre Vecchia, o lo Scoglio dell’Orso, la Grotta delle Pupe, la Grotta Monaca, la splendida Torre dell’Orso e la affascinante Grotta della Poesia. Panorami, colori, sapori e paesaggi unici di una giornata perfetta per chi ama respirare la natura nel suo massimo splendore, fare foto di alta qualità e di tanto in tanto assaporare i prodotti di questa terra, in agriturismi che combinano con quello che gli sta attorno.


Giorno 25 – In viaggio verso Bari, la capitale della Regione

Partenza per Bari la capitale della Regione. Approfitteremo di questo trasferimento per conoscere alcune meraviglie del litorale pugliese. Iniziamo dalla bellissima Torre Guaceto, dove c’è il centro di recupero delle tartarughe marine e una serie di spiagge splendide. Continuiamo incontrando la meravigliosa Costa Merlata, una serie infinita di piccole insenature che si specchiano nel mare trasparente e terminano nel Parco delle Dune Costiere.

A questo punto siamo a Fasano, una distesa immensa di ulivi secolari e molte masserie dove fermarsi per il pranzo e per degustare i prodotti del territorio.

Nel pomeriggio proseguiamo il cammino verso Bari con una sosta per il caffe a Polignano a Mare, una località famosa per le bellezze del suo litorale.

Arriviamo a Bari nel pomeriggio, sistemiamo le valige in hotel e partiamo per un primo assaggio di una citta multiculturale da sempre.


Giorno 26 – Bari

Antica città di mare, dalla forte tradizione mercantile, da sempre centro nevralgico del commercio e dei contatti politici e culturali con l’Europa dell’Est e il Medio Oriente La città è la più universalmente nota per essere il luogo dove si trovano le reliquie di São Nicholas. Questo privilegio ha reso Bari e la sua Basilica un luogo di culto per la Chiesa Ortodossa d’Occidente.

Iniziamo la nostra passeggiata dal Castello di Federico II, l’imponente Castello costruito ai margini della città vecchia e trasformato in Polo Museale. Difronte al fossato del Castello, superato l’Arco Basso,  inizia la famosa strada delle orecchiette, una infinita serie di stendini dove la pasta è posta ad asciugare mentre le abili mani delle signore che ogni giorno fanno bella mostra della propria arte davanti la porta di casa. Fare due chiacchiere con loro ci fa entrare in un  ritmo di vita molto antico e che facciamo di tutto per preservare.

Continuiamo per le stradine della città vecchia fino alla Cattedrale di San Sabino  e San Nicola, patrono di Bari e  poi lo spettacolare Teatro Margherita che fa da sfondo ai pescatori intenti a pulire il pesce e prima di continuare imperdibile la focaccia barese in uno dei panifici storici di Bari Vecchia.

Nel pomeriggio un po’ di tempo libero, ma non perdete Largo delle Albicocche e Piazza Ferrarese con la sua muraglia che da sul mare e una passeggiata splendida fino al Fortino Sant’Antonio dove consumare uno splendido aperitivo a tramonto, prima delle leccornie delle cene baresi.

Termina a Bari il nostro lungo viaggio nell’Italia adriatica, 1.300 chilometri di bellezze e sorprese. Scegliete i luoghi e le date, creiamo insieme un percorso su misura per voi.


Cosa comprende:

  • I trasporti con mezzi privati e/o pubblici
  • L’accompagnamento per tutto il periodo
  • Le visite guidate incluse
  • Gli ingressi inclusi
  • Le degustazioni incluse
  • Le tasse di turismo

Cosa non comprende:

  • Le spese personali
  • Pranzi e cene
  • Tutto quello non esplicitamente incluso
  • Eventuali trasferimenti da Bari agli aeroporti di Napoli o Roma o altra destinazione.